Una volta l'anno arriva un documento che contiene quasi tutto quello che ti serve sapere. È obbligatorio, è tuo, ed è scritto in modo che non si capisca. Bastano venti minuti e tre sezioni.
Ce l'hai. Probabilmente in un cassetto, o in una cartella della posta elettronica che apri di rado.
Arriva una volta l'anno e si intitola in modi diversi a seconda di chi te lo manda: rendiconto dei costi e degli oneri, prospetto costi, informativa ex post. È lo stesso documento.
Quasi nessuno lo apre. E il motivo non è la pigrizia: è che alla prima pagina sembra un tabulato, e nessuno ti ha mai detto quali tre righe guardare.
Non è una gentilezza del tuo intermediario. È un obbligo che nasce dalla normativa europea sui mercati finanziari: l'articolo 50 del regolamento delegato (UE) 2017/565 stabilisce che ogni intermediario deve fornire al cliente, con cadenza annuale, il quadro dei costi e degli oneri effettivamente sostenuti nell'anno precedente.
In Italia le modalità sono state precisate dalla Raccomandazione Consob n. 1 del 7 maggio 2020, che ha indicato agli intermediari come adempiere a quell'obbligo in modo comprensibile per il cliente.
Nota sulle tempistiche. Molti lo chiamano «il documento di gennaio», ma la rendicontazione riguarda l'anno solare precedente e viene inviata nei mesi successivi alla chiusura dell'esercizio: di norma entro la primavera. Se a gennaio non ti è arrivato niente, non è un ritardo: è il calendario normale.
Il documento è lungo. Tu non devi leggerlo tutto: devi guardare tre cose, in quest'ordine.
Se hai solo venti minuti, il punto 1 e il punto 2 valgono già il tempo che ci metti.
Dentro la ripartizione c'è una voce che merita un paragrafo a parte: quanto ha percepito il tuo intermediario da terzi in relazione ai prodotti che hai in portafoglio.
Non è un'informazione riservata e non è nascosta: è prevista fra quelle da rendicontare. Semplicemente, sta in mezzo ad altre voci e nessuno la indica come rilevante.
Non significa che ci sia qualcosa di irregolare — è il modo in cui funziona una parte del mercato, ed è legittimo. Significa che tu puoi sapere quanto vale, e che una volta che lo sai puoi decidere cosa pensarne.
Non è nascosto. È solo scritto dove nessuno ti ha detto di guardare.— Attilio Palermo
Il prospetto è il punto di partenza, non il quadro completo. Due assenze contano più delle altre.
La fiscalità. Le imposte non sono un costo del servizio, quindi non compaiono lì. Ma incidono sul risultato netto, e per avere il quadro vero vanno aggiunte a parte.
Gli altri rapporti. Ogni intermediario rendiconta il proprio perimetro. Se hai rapporti con più banche, riceverai più prospetti, ciascuno corretto e ciascuno parziale. Il totale non lo calcola nessuno, perché nessuno ha accesso a tutti i documenti tranne te.
È la stessa cosa che succede con il questionario che definisce cosa ti possono proporre: ogni pezzo è in ordine nel suo perimetro, e l'insieme non lo guarda nessuno.
Tre confronti, e sono tutti alla portata di chiunque.
Nessuno di questi tre confronti richiede competenze tecniche. Richiedono solo di avere i documenti insieme, che è esattamente la cosa che non succede mai.
Il prospetto te lo manda il tuo intermediario e resta un rapporto fra te e lui: non lo produco io e non lo commento al posto suo.
Quello che faccio è la parte che nessuno fa: metto insieme i prospetti di tutti i rapporti, li riporto allo stesso periodo, sommo e ti dico qual è il totale. Poi, se serve, prepariamo insieme le domande da fare a chi ti segue — che è una conversazione che devi avere tu, non io al posto tuo.
È il metodo di sempre: un solo interlocutore che guarda l'insieme, mentre ciascuno continua a fare il proprio mestiere.
Non serve chiedere niente a nessuno. Quel documento ce l'hai già: serve solo sapere quali tre righe guardare.
È il documento con cui l'intermediario informa il cliente dei costi e degli oneri effettivamente sostenuti nell'anno precedente in relazione ai servizi di investimento ricevuti. L'obbligo deriva dalla normativa europea sui mercati finanziari e riguarda gli intermediari che prestano servizi di investimento; in Italia le modalità di adempimento sono state precisate dalla Consob con la Raccomandazione n. 1 del 7 maggio 2020. È rivolto principalmente alla clientela al dettaglio e viene inviato con cadenza annuale, riferito all'anno solare precedente.
Riguarda l'anno solare precedente e viene trasmesso nei mesi successivi alla chiusura dell'esercizio, di norma entro la primavera. Non è quindi un documento di gennaio, come spesso si crede: se all'inizio dell'anno non è ancora arrivato nulla, rientra nella normale tempistica. Le date esatte di invio possono variare da intermediario a intermediario e vanno verificate con il proprio.
Il totale espresso in euro, non la percentuale: è la cifra che dice quanto è effettivamente uscito dal patrimonio in dodici mesi. Subito dopo, la ripartizione fra il costo del servizio di investimento e il costo interno dei prodotti, che sono due componenti distinte. In terzo luogo, la parte che illustra l'incidenza dei costi sul rendimento del periodo. Le prime due sezioni richiedono pochi minuti e rispondono già alla domanda principale.
Contiene i costi e gli oneri connessi ai servizi di investimento e agli strumenti finanziari relativi al rapporto di quel singolo intermediario. Restano fuori gli oneri fiscali, che non sono costi del servizio pur incidendo sul risultato netto, e ovviamente tutto ciò che riguarda rapporti intrattenuti con altri intermediari, che rendicontano separatamente il proprio perimetro. Per avere il quadro complessivo occorre quindi raccogliere i prospetti di tutti i rapporti e sommarli sullo stesso periodo.
Questo articolo ha finalità informative e di educazione finanziaria. Non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione su strumenti finanziari. La struttura, la denominazione e le tempistiche di invio del rendiconto dei costi e degli oneri possono variare da intermediario a intermediario: il documento va richiesto e verificato presso il proprio, che resta l'unico interlocutore competente sul contenuto del rapporto. L'attività descritta è di analisi del patrimonio personale e di coordinamento: non comprende la produzione della rendicontazione né il collocamento di prodotti finanziari. Le norme richiamate sono citate come riferimento e non come indicazione operativa. Aggiornato a ottobre 2026.
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Ciao, sono Attilio Palermo, consulente finanziario indipendente con oltre 30 anni di esperienza.
La mia missione è semplice: aiutare imprenditori e manager a proteggere e valorizzare il loro patrimonio, costruendo una strategia finanziaria solida e libera da conflitti di interesse.
Ho scelto l’indipendenza per una ragione chiara: mettere i miei clienti al centro di ogni decisione. Non lavoro per banche o istituzioni, ma esclusivamente per chi si affida a me.
Credo che ogni patrimonio meriti attenzione, trasparenza e un approccio su misura, perché ogni cliente è unico.
Nel mio lavoro utilizzo il METODO QUADRANTE NORD-OVEST, un sistema che punta a minimizzare i rischi e massimizzare i rendimenti, partendo da un’analisi approfondita e dalla pianificazione strategica.
Il mio obiettivo è creare risultati sostenibili nel tempo, garantendo sicurezza e serenità finanziaria.
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PERCHÉ FACCIO QUELLO CHE FACCIO?
Ho visto troppe persone subire costi nascosti, rischi inutili e decisioni prese senza un vero interesse per il loro futuro.
Questo mi ha spinto a creare un approccio che mette la protezione e la crescita del patrimonio al primo posto.
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